PerLaRe-Associazione Per La Retorica presenta “A voce alta. La forza della parola”

Il 23 settembre 2018 al Cinema Farnese di Roma, PerLaRe presenta il documentario “A voce alta” sulla gara di retorica dell’Università di Saint Denis. Chi fa la stessa cosa in Italia? Noi dell’Associazione Per La Retorica organizziamo la #GuerradiParole e, nelle le scuole superiori, si sfidano nei dibattiti

Tutto comincia con Protagora nel V secolo avanti Cristo. Il retore e filosofo sviluppa la tecnica dell’antilogia, per mostrare come lo stesso argomento potesse essere trattato e sostenuto con punti di vista totalmente opposti. Una tecnica della sofistica che veniva utilizzata negli agoni retorici, gare dove si scontravano i virtuosi della parola.

Un gioco di retorica estremamente formativo anche oggi, perché insegna ai partecipanti a scegliere le argomentazioni, comunicare con il corpo, respirare e fare le pause al momento giusto. Ne sanno qualcosa gli studenti che hanno partecipato alla gara di eloquenza dell’Università di Saint Denis di Parigi, guidati dagli esperti della coopertativa Indigo. E ne sappiamo qualcosa anche noi di PerLaRe-Associazione Per La Retorica che, da tre anni, organizziamo la #GuerradiParole, la sfida di retorica tra studenti universitari e detenuti (guarda la rassegna stampa 2016, 2017, 2018).

Sull’esperienza francese è stato realizzato “A voce alta. La forza della parola”, un documentario che esce nelle sale italiane il 17 settembre, scritto e diretto da Stéphane De Freitas con Ladj Ly. La gara di eloquenza di Saint Denis viene preparata con un corso di formazione dal quale emergono 110 finalisti. Le eliminatorie portano alla sfida finale, uno contro uno. I contendenti devono disquisire su un tema generale come “il meglio deve ancora venire?”. A uno viene affidata la posizione favorevole e all’altro la posizione contraria. Una giuria di esperti decreta il vincitore.

La formula della nostra #GuerradiParole è diversa. Le squadre degli studenti e dei detenuti vengono preparate separatamente e si incontrano solo il giorno del dibattito, in carcere. Si sfidano su un tema di attualità: il reddito di cittadinanza; la legittima difesa; la verità, la bugia e le fake news.

Non uno-contro-uno come a Saint Denis, ma una squadra contro l’altra. Tra i partecipanti del Carcere e dell’università vengono scelti cinque sfidanti, tre devono dibattere e due sono chiamati a sostenere l’appello iniziale e quello finale. La nostra versione è una disputatio in untramque partem: entrambe le squadre devono sostenere una posizione e il suo opposto. Nel primo round, la squadra che sosteneva A deve sostenere non A nel secondo. E viceversa. La #GuerradiParole è organizzata da PerLaRe-Associazione Per La Retorica, con il sostegno di Toyota Motor Italia. Sono partner del progetto la Crui, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, insieme all’Unione Camere Penali Italiane – Osservatorio Carcere UCPI e Carcere Possibile Onlus. Nelle edizioni del 2016 e del 2017 si sono confrontati l’Università di Tor Vergata contro la Casa Circondariale di Regina Coeli di Roma, mentre nell’edizione 2018 sono scesi in campo gli studenti dell’Università Federico II contro i detenuti di Poggioreale di Napoli.

Chi ha vinto? Sempre i detenuti.

Ma la retorica abita anche nelle scuole superiori, che si cimentano con quello che il Ministero dell’Istruzione ha voluto chiamare “debate”, con un anglicismo forse ignaro del fatto che la retorica nasce nella Siracusa del V secolo avanti Cristo.

Noi di PerLaRe abbiamo partecipato alle gare retoriche degli Istituti Claudio Eliano e Luzzatti di Paletrina, che hanno seguito un modello molto impegnativo per i partecipanti. Sono previsti in tutto cinque temi ma, al momento del dibattito, ne vengono sorteggiati tre. Gli studenti devono essere comunque preparati su tutti i temi e tutte le posizioni. Non è banale.

Le gare di eloquenza insegnano molto, perché costringono i partecipanti a lavorare sulla forza della comunicazione. A rendere le parole potenti con la preparazione, l’improvvisazione, l’arguzia e il linguaggio del corpo. Un esercizio di intelligenza e civiltà che sarebbe utile a tutti.