De Zoomorum horroribus

Avviamo la diretta Zoom e vediamo una persona attempata, molto più vecchia di noi, che ci guarda strizzando gli occhi. Qualche istante, e ci rendiamo conto che quella persona vecchia siamo proprio noi

In questi mesi di lockdown siamo diventati maestri di streaming e di ostentazione involontaria di zampe di gallina. Nostro malgrado, abbiamo frequentato un corso accelerato di disillusione. Siamo stati costretti ad accettare il divario tra l’idea ingentilita che avevamo di noi stessi e quella sgangherata che ci restituisce quell’infame della webcam.

Avviamo la diretta e vediamo una persona attempata, molto più vecchia di noi, che ci guarda strizzando gli occhi. Qualche istante, e ci rendiamo conto che quella persona vecchia siamo proprio noi. Allora cerchiamo di rimediare al volo, sperando che gli altri utenti collegati non se ne accorgano. Ci riavviamo i capelli e cerchiamo di assumere un aspetto disinteressato e intelligente. Arretriamo o spegniamo la luce, sperando che le tenebre possano esserci amiche. Non lo sono neanche loro, bastarde! Le ombre rendono la nostra faccia una maschera grottesca.

I tentativi di migliorare la situazione continuano, mentre perdiamo il contenuto dell’incontro (poco male, tanto l’80% delle teleconferenze è inutile). Ci sediamo sul divano per fare i disinvolti, il portatile sulle ginocchia. Ora l’immagine sullo schermo ricorda la seduta dal dentista. Si vedono le narici dall’interno. Sapevamo di avere il naso storto, ma non così tanto!

La volta dopo ci attrezziamo. Rossetto e cuffie enormi da gamer rubate al figlio adolescente, così non si vede la ricrescita. Peggio, se possibile. La bocca sembra colorata da un bambino della materna che maneggia un pastello con la mano chiusa a pugno e la ricrescita sta sempre lì. Perché dovrebbe sparire?

E allora, che fare? Ce lo chiedono nei corsi di retorica dove insegniamo a pronunciare discorsi davanti a una webcam. Le risposte degli attori Caterina Carpio ed Enrico Roccaforte sono queste. Meglio la luce davanti. Quella dietro no, mai. Ci fa sembrare la madonnina di Lourdes sul comodino della nonna. La luce laterale, invece, scolpisce le rughe. Se abbiamo un po’ di soldi da spendere, meglio comprare una webcam esterna decente. Sarà più gentile con il nostro ego.

E poi, questo lo dico io, ma credo che Caterina ed Enrico siano d’accordo, chi se ne frega. Ricordiamoci che la webcam è democratica: mette in crisi l’autostima di tutti. Ma noi saremo superiori. Affronteremo impavidi la nostra immagine avvizzita, senza stoppare il video.