L'”esempio” nel discorso della sconfitta di Hillary Clinton

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di Giorgio Matza

Nel suo primo discorso dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali, Hillary Clinton, nonostante il suo vivo rammarico, così ha incitato i suoi sostenitori a non lasciarsi andare allo scoraggiamento: <So che la scorsa settimana molte persone si sono chieste se l’America fosse il Paese che pensavamo. So che siete delusi, lo sono anch’io, più di quanto riesca ad esprimere. Ma vi prego di ascoltarmi quando dico: vale la pena credere nell’America. Tocca a tutti noi continuare a lavorare per renderla più forte e più giusta. Abbiamo bisogno di voi, l’America ha bisogno della vostra energia, della vostra ambizione, del vostro talento. Ce la faremo>.

E, riferendosi ad un periodo difficile della vita di sua madre, ha aggiunto: <Sogno di andare da lei, su quel treno che la portò in California, di prenderla fra le braccia e dirle: “Sopravviverai. Avrai una famiglia e tre bambini. E anche se per te è difficile immaginarlo, tua figlia crescerà fino a diventare un senatore degli Stati Uniti, un segretario di Stato, e ottenere più di 62 milioni di voti per la presidenza”> (1).

Evidentemente Hillary Clinton, per rendere più efficace la sua esortazione, si è ispirata all’argomentazione fondata sul caso particolare, più precisamente all’argomento dell’esempio (costituito dal miglioramento verificatosi nell’esistenza della mamma), che favorisce una generalizzazione (la necessità di non abbandonare mai la speranza).

Come ha ricordato Olivier Reboul, <secondo Aristotele, ci sono solo due tipi, e due soltanto, di strutture argomentative: l’esempio, che va dal particolare al generale, dal fatto alla regola, ed è dunque un’induzione; e l’entimema, che va dal generale al particolare, e che è dunque una deduzione> (2).

Ernst Robert Curtius ha ricordato che <gli exempla contenuti negli autori antichi e riferiti alle virtù ed alle debolezze umane servirono, nel Medio Evo, come elementi di edificazione. Exemplum (paradeigma) è un termine tecnico della retorica classica a partire da Aristotele e significa “narrazione addotta come dimostrazione”>, mentre con l’espressione “figura-esemplare” (eikón, imago) si indica <l’incarnazione di una certa qualità in un personaggio> (3).

Nel romanzo I Promessi Sposi l’esempio è presente nel racconto di fra Galdino, riportato nel capitolo III e intitolato dai commentatori “Il miracolo delle noci”. Tuttavia, oltre che nell’oratoria religiosa, si può trovare, così come gli altri argomenti, nella comunicazione politica. Eventualmente lo vedremo in un successivo articolo.

NOTE

(1) <L’ultimo, toccante, discorso di Hillary Clinton>, in www.panorama.it, 17 novembre 2016.

(2) OLIVIER REBOUL, Introduzione alla retorica, Il Mulino, 1996, p. 193. Sull’argomentazione per mezzo dell’esempio si veda CHAΪM PERELMAN, LUCIE OLBRECHTS-TYTECA, Trattato dell’argomentazione. La nuova retorica, Einaudi, 2013, pp. 381-388.

(3) ERNST ROBERT CURTIUS, Letteratura europea e Medio Evo latino, La Nuova Italia, 1992, pp. 69 e 70.