Fate tutto il necessario per rimanere ottimisti

Il topos dell’ottimismo nelle situazioni estreme. Serve a trovare una via di uscita o è stucchevole e irritante? 

Oggi alle 16,35 parteciperò alla maratona di Slash Radio Web con Chiara Gargioli. Parleremo dell’importanza di essere ottimisti, quando si affrontano situazioni estreme come la guerra al Coronavirus. L’ottimismo è un topos dei grandi discorsi, un tema ricorrente espresso in forma stereotipata.

Il fatto che sia uno stereotipo, un passaggio obbligato, lo rende un’arma a doppio taglio. Può risultare un esercizio di maniera poco convincente (addirittura irritante) o una luce in una notte senza stelle, che ci dà il coraggio di reagire e di inventare soluzioni creative per andare avanti e vincere.

La domanda che ci poniamo è: quando l’ottimista è convincente? La risposta è semplice ma non banale. Lo è quando non è irresponsabile, altrimenti non è credibile e cade il rapporto di fiducia con il proprio uditorio. Secondo autorevoli virologi, è stato irresponsabile Sir Patrick Vallance, consigliere scientifico di Downing Street, che ha dichiarato che il contagio dovrebbe raggiungere il 60% della popolazione per sviluppare la cosiddetta immunità di gregge. Un ottimismo cinico e dall’effetto boomerang, accompagnato dalla devastante dichiarazione del premier Boris Johnson che invitava i cittadini britannici a prepararsi a perdere i propri cari. Un ottimismo ostentato e senza i piedi per terra, quello di Vallance, accompagnato da una notizia ferale, quella di Johnson. Una trappola argomentativa, oltre che sanitaria, dalla quale si esce solo facendo una clamorosa marcia indietro.

Un’iniezione di sano ottimismo viene invece dalla dichiarazione di ieri del primo ministro canadese Justin Trudeau, Nel suo discorso alla nazione dichiara: “siamo in continuo contatto con le province, i territori e con i leader locali e con le controparti internazionali. Insieme possiamo assicurare che ognuno abbia il supporto del quale ha bisogno. Questo non è un momento facile, ma vi invitiamo a guardare al futuro. E fino a quando le cose non miglioreranno, concentriamoci sui passi che dobbiamo compiere. Restate a casa, in questo modo proteggerete la vostra salute e quella della vostra famiglia e faciliterete il compito di medici e infermieri. Domandate ai vostri vicini anziani se hanno bisogno di aiuto. Prendetevi cura di voi, riposatevi e fate tutto il necessario per rimanere ottimisti“. Guarda il video.

Grazie a Daniele De Boni per avermi sollecitato un commento sul discorso di Troudeau.