Giuseppe Conte, Facebook e Kairos

Il premier Conte è stato criticato per aver usato Facebook, invece di un canale istituzionale, nella sua comunicazione al Paese di ieri alle 23. Il mezzo inquina il messaggio?

Giuseppe Conte ha parlato attraverso Facebook, anche se il messaggio è stato ripreso dalle Tv, che lo hanno riportato su un canale considerato più autorevole dei social. Inoltre, le bandiere sullo sfondo c’erano e c’era anche il cartello iniziale con lo stellone sullo sfondo blu. Quindi l’istituzionalità salva!

Il mezzo social ha inquinato il messaggio? Ha creato una deriva di ulteriore allarmismo in una situazione già estrema?
In questa assurdo contesto, bisogna ammetterlo, la figura istituzionale di Conte è ed è stata un punto fermo. Ma alcuni dicono che la diretta social (e notturna) sia stata un errore di comunicazione.“Si riunisca il Parlamento. E si facciano conferenze stampa, non show su Facebook: questa è una pandemia, non il Grande Fratello” ha dichiarato Matteo Renzi su Twitter (quindi anche lui su un social, ma non è il premier).
Tuttavia le parole di Conte di ieri hanno veicolato prime istruzioni ai cittadini sul mantenimento dei servizi essenziali e sull’inutilità di correre a riempire il frigo: “non abbiamo previsto nessuna restrizione sui giorni di apertura dei supermercati”. Ma la mancanza del riscontro del decreto ha creato incertezze sulle attività produttive.

La comunicazione in situazione di crisi è un affare delicatissimo ed è cruciale che lo Stato faccia sentire che c’è e lo faccia nel tempo opportuno. Una questione di Kairos, è vero. Ma Conte c’era e con lui lo Stato.