Giuseppe Conte, il mezzo e il messaggio

Il premier Conte pubblica sui social video e immagini di puro intrattenimento, per assicurare la sua presenza mediatica e non farsi schiacciare dall'”ingombrante” Salvini.

Se vai in giro per piazze e mercati e chiedi chi è il premier italiano? la risposta spesso è: Matteo Salvini. Se dici Ma Giuseppe Conte?  la risposta è: ah, sì, è vero!

Nel marketing esiste un valore commerciale che si chiama “top of mind awareness”. Si tratta della prima marca che ti salta in mente quando viene citata una categoria di prodotti. Per esempio, se qualcuno dice “bevande gassate”, la prima immagine che compare nello schermo del nostro cervello è la lattina rossa e bianca della Coca Cola. Sarebbe utile fare lo stesso gioco con la parola “governo”. Credo che la prima immagine che verrebbe in mente alla maggioranza degli italiani sarebbe la faccia di Matteo Salvini.

Lo sa bene Giuseppe Conte il quale sta correndo ai ripari con una trasfusione social, per combattere il pallore mediatico che ha caratterizzato il suo primo anno da premier.

Domenica 9 giugno ha pubblicato su Twitter la classica immagine in stile ignoratio elenchi, quella che distoglie l’attenzione dai problemi del Paese per andare su un tema empaticamente condivisibile, come il relax del giorno di festa. Niente di scandaloso e di nuovo, lo fanno tutti, da destra a sinistra, in Italia e all’estero. Quindi in queste parole non c’è un giudizio, solo il rilevamento di un fatto.

La foto in questione lo ritrae disteso in un prato fiorito, contornato da cuccioli di cane, che sembrano pecorelle. Un paesaggio degno di una ballata del Poliziano:

Eran d’intorno violette e gigli
fra l’erba verde, e vaghi fior novelli
azzurri gialli candidi e vermigli…

Oggi Giuseppe Conte ci riprova. Pubblica su Instagram pubblica una storia con un minivideo, in cui dal balcone della sede della testata fanpage.it, si intrattiene con un signore napoletano in mutande. I due non si dicono nulla di particolare. Conte chiede al signore se ha apprezzato il suo discorso e il signore mutandato, un avvocato in pensione, gli accenna a una proposta di legge. Uno scambio di 15 secondi. Niente di più.

Non è importante ciò che i due si dicono. L’importante è stare sui social, far vedere che ci sei e batti più di un colpo. Il mezzo è tornato prepotentemente a essere il messaggio.