#GuerradiParole: bravi i detenuti, bravi gli studenti

 

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Entrambe le squadre di retori 2.0 hanno dimostrato grande competenza nell’uso della lingua
Riportiamo il commento della linguista Valeria Della Valle, presidente della giuria della #GuerradiParole che si è svolta a Roma, a Regina Coeli, sabato 5 marzo 2016  

Chi ha assistito alla “guerra di parole” tra un gruppo di detenuti di Regina Coeli e un gruppo di studenti dell’Università Tor Vergata di Roma sul tema dei confini della legittima difesa si è trovato di fronte a una situazione imprevista. A determinare la vittoria dei detenuti è stata, comprensibilmente, la maggiore carica di passione messa nella sfida, ma agli studenti va riconosciuta sia la capacità nell’uso degli strumenti della retorica sia il rispetto degli avversari; in più, si sono dimostrati leali e generosi, non sfruttando la propria maggiore preparazione culturale e freschezza di studi (erano studenti delle Facoltà di Lettere e di Filosofia, Scienza della Comunicazione e Giurisprudenza), e sfoggiando anche una buona dose di ironia e di umorismo. Non solo i contendenti sono stati capaci di sfidarsi con le parole rispettando i tempi e le regole, ma tutte e due le squadre hanno dato prova di un buon uso della lingua italiana: in entrambi i casi una lingua corretta, un lessico appropriato, con i congiuntivi e i connettivi al posto giusto. Certo, qualche differenza si notava, ed era giusto che ci fosse: più colorito e vivace il linguaggio dei detenuti, più compassato e controllato quello degli studenti, che partivano svantaggiati perché giocavano  fuori casa e per l’età complessivamente più giovane di quella dei detenuti. Parlare bene in pubblico e saper comunicare le proprie idee non è cosa semplice: un conto è farlo in un’aula universitaria o nella discussione di una tesi di laurea, un conto trovarsi a Regina Coeli, in un ambiente estraneo (i detenuti avevano intorno a sé il calore e la claque dei propri compagni e del personale del carcere) e dover sconfiggere con le parole persone forse meno agguerrite culturalmente, ma sicuramente più smaliziate per esperienza di vita. La vittoria di misura è andata ai detenuti, ma gli applausi hanno premiato anche gli studenti, la loro lingua, il loro buon uso della retorica.

Valeria Della Valle
Guarda il profilo di Valeria Della Valle nel sito Treccani.

La Guerra di Parole è stata organizzata da noi di PerLaRe, Associazione Per La Retorica, insieme alla Crui, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, alla Casa Circondariale di Roma Regina Coeli, all’Università di Tor Vergata. Il progetto ha ottenuto il patrocinio della Regione Lazio.