I discorsi da Oscar sono anti-Trump

I brevi discorsi per l’accettazione dell’Oscar non sono sempre memorabili. I protagonisti sono confusi e ansiosi di ringraziare tutte le persone che li hanno aiutati nella costruzione del loro successo. Tuttavia ognuno cerca di lasciare un messaggio. Nell’edizione 2017, segnaliamo l’italiano Alessandro Bertolazzi che ha vinto la statuetta per miglior trucco e acconciatura, insieme al connazionale Giorgio Gregorini e a Christopher Nelson, per il film Suicide Squad. “Sono un immigrato, vengo dall’Italia e lavoro in giro per il mondo. Questo premio è per tutti gli immigrati”.
Ma il discorso più potente di tutti è stato quello in assenza dell’iraniano Asghar Farhadi, che ha vinto il premio per il miglior film straniero con “Il cliente”. Farhadi ha deciso di non andare a ritirare il premio come forma di protesta contro le misure restrittive imposte dagli Stati Uniti a sette Paesi, Iran compreso. Il bando è stato sospeso ma il regista iraniano ha deciso di non partecipare lo stesso, inviando una lettera: “Mi dispiace non essere con voi ma la mia assenza è dovuta al rispetto per i miei concittadini e per i cittadini della altre sei nazioni che hanno subìto una mancanza di rispetto a causa di una legge disumana che ha impedito l’ingresso negli Stati Uniti agli stranieri. Dividere il mondo fra noi e gli altri, i ‘nemici’, crea paure e crea una giustificazione ingannevole per l’aggressione e la guerra”.

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