I moniti di Mattarella nel discorso di fine anno

Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno, parla forte e chiaro. Il presidente della Repubblica lancia moniti e frecciate, pur mantenendo il suo impeccabile tono pacato

Contrariamente rispetto agli usuali discorsi presidenziali, l’ambientazione non è lo studio presidenziale con i suoi sontuosi arredi. Il capo dello Stato non è seduto sulla sua poltrona. Parla in piedi, dietro a un leggio di plexiglass dove sono appoggiati i fogli e una mascherina. Al suo fianco le bandiere e, alle sue spalle, il cortile del Quirinale deserto.

L’incipit è da manuale. Una excusatio propter infirmitatem, l’oratore afferma di essere in difficoltà nell’affrontare il proprio compito. Cosa dire agli italiani al termine di un anno orribile, con 74 mila morti per una malattia inaspettata e prima sconosciuta? Il Presidente esprime questo suo imbarazzo.

“Care concittadine e cari concittadini, avvicinandosi questo tradizionale appuntamento di fine anno, ho avvertito la difficoltà di trovare le parole adatte per esprimere a ciascuno di voi un pensiero augurale.”

La scaletta del discorso, dispositio, è netta. L’allocuzione di Mattarella si sviluppa in cinque passaggi:

  1. Il buio. la descrizione della situazione drammatica e delle sue conseguenze.
  2. La luce. I segnali di ottimismo.
  3. I moniti. Gli avvertimenti a chi rema contro (il non detto va ai no vax e a Matteo Renzi, tanto per essere chiari).
  4. L’ottimismo. I segnali che testimoniano che l’Italia ce la può fare.
  5. Il commiato. Con i saluti e la dichiarazione del suo ultimo anno di presidenza.

1 Il buio

Il capo della Stato affronta il tema della pandemia, ricordandone uno degli aspetti più drammatici:

“Le tante solitudini. Il pensiero straziante di chi moriva senza avere accanto i propri cari.”

Un pensiero viene rivolto a chi è rimasto indietro per la sua fragilità sociale:

“Donne e giovani sono stati particolarmente penalizzati. Lo sono le persone con disabilità.”

2 La luce

Nei discorsi di un leader deve essere presente il topos dell’ottimismo. Le parole di un capo di Stato devono infondere coraggio e fiducia nel futuro.

“… sono emersi segnali importanti, che incoraggiano una speranza concreta. Perché non prevalga la paura e perché le preoccupazioni possano trasformarsi nell’energia necessaria per ricostruire, per ripartire.”

L’argomentazione dell’ottimismo affonda le sue radici nella novità del vaccino:

“Mai un vaccino è stato realizzato in così poco tempo.”

3 I moniti

Il primo avvertimento è diretto a chi non si vuole vaccinare, mettendo in discussione la scienza:

“La scienza ci offre l’arma più forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi.” Un modo estremamente elegante per dare dell’ignorante a chi rifiuta il vaccino.

Poi il Presidente affonda il coltello, portando il suo esempio:

“Io mi vaccinerò appena possibile, dopo le categorie che, essendo a rischio maggiore, debbono avere la precedenza.”

Il secondo avvertimento sembra proprio diretto a Matteo Renzi:

“Questo è tempo di costruttori.”

“Non vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte.”

4 L’ottimismo

Questo passaggio è all’insegna del ce la possiamo fare e fa leva sull’orgoglio dei cittadini italiani, cercando di allontanare il vittimismo e il disfattismo.

“L’Italia ha le carte in regola per riuscire in questa impresa.”

Mattarella cita inoltre gli appuntamenti chiave del 2021: l’Italia che presiede il G20, il settimo centenario della morte di Dante, il centosessantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, il centenario della collocazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria, i settantacinque anni della Repubblica.

5 Il commiato

I saluti contengono una rivelazione. Il presidente non pensa a un Mattarella bis. Anche su questo parla chiaro:

“… quello che inizia sarà il mio ultimo anno come Presidente della Repubblica.”

Ma, dichiara, la fine della sua presidenza coinciderà con la rinascita dell’Italia:

“Coinciderà con il primo anno da dedicare alla ripresa della vita economica e sociale del nostro Paese.”