Io comunque le esprimo, presidente [Grasso], tutta la mia solidarietà, perché mai, in venti e rotti anni che sono in Parlamento, avevo sentito da Palazzo Chigi la data e l’orario della convocazione della capigruppo. Palazzo Chigi che ci detta la data entro cui andare in aula e approvare la Costituzione. Tra un po’ mi aspetto che al momento del voto sulle riforme spunti il dito di Renzi da sotto il mio banco che vota al posto mio […]. La ringrazio per le posizioni assunte, ma da quest’oggi vige il quest’aula il regolamento del Marchese del Grillo: ‘Io sono io e voi non siete un c…”. Sono le parole pronunciate ieri da Roberto Calderoli, dopo la decisione del presidente del Senato Pietro Grasso di dichiarare irricevibili i 70 milioni di emendamenti alla riforma della Costituzione. La parola “sarcasmo” deriva dal greco sarkasmós che deriva, a sua volta, da sarkázein e significa “lacerare la carne”. Chi è sarcastico lacera. O almeno ci prova.

Il sarcasmo di Calderoli: “lacerare la carne”
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