La Crusca dice no al “bail in”. Schopenhauer sarebbe d’accordo?

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L’Accademia della Crusca ha chiesto agli operatori finanziari e ai giornalisti di usare espressioni italiane, “più facili da comprendere”.
Bail in, stepchild adoption, jobs act, spread, policy: sono tante le parole inglesi usate nella lingua italiana. Non è una novità: le lingue sono e saranno sempre il frutto di contaminazioni.
Ma attenzione allo stratagemma n. 30 segnalato ne “L’arte di avere ragione” di Arthur Schopenhauer. Il filosofo racconta un aneddoto. Un curato francese non voleva pavimentare la strada di fronte a casa sua, come erano obbligati a fare gli altri cittadini. Per sostenere le sue ragioni, usò un detto biblico: “paveant illi, ego non pavebo”. Peccato che il detto non abbia niente a che vedere con le pavimentazioni stradali. Infatti significa: “Tremino pur quelli, io non tremerò”.
Il latinorum di ieri è l’Italienish di oggi. Le ragioni dietro questa scelta possono essere molte: il desiderio di risultare moderni, la pigrizia di trovare una traduzione adeguata, la volontà di confondere, la necessità di nobilitare un contenuto. Il contesto e il nostro giudizio ci diranno se queste ragioni sono legittime.
Ma, intanto, occhi e vocabolari sempre ben aperti.
FT