La retorica nella politica britannica: da Farage a Corbyn
Andrew S. Crines
Andrew S. Crines

Intervista ad Andrew S. Crines, docente di retorica e politica britannica alla University of Liverpool. È autore di “Justifying Thatcherism: The Rhetoric and Oratory of Margaret Thatcher” (2015), insieme a Dorey e Heppell, e di “Democratic Orators from JFK to Barack Obama”, insieme a Moone e Lehrman (2015).

 

 

Il populismo si sta diffondendo in tutta Europa. Quali sono le sue strategie retoriche?
La principale strategia messa in campo dai politici populisti è apparire “normali” membri della società, anche se non lo sono. Per ottenere questo risultato, devono assumere le caratteristiche di un personaggio di una narrazione (persona), con l’obiettivo di dimostrare la loro somiglianza con il proprio pubblico di riferimento. Ciò può talvolta comportare che il loro stile retorico sia impostato in opposizione a un gruppo. Per esempio, lo Ukip (United Kingdom Independence Party) si sforza di apparire normale, dicendo di battersi per la maggioranza dimenticata: persone che votavano per i Labour, delusi, o persone che non si interessano molto di politica. Rivolgendosi a questo pubblico, Nigel Farage e il suo partito sono in grado di dimostrare di essere diversi e, di conseguenza, di battersi per “la vera gente britannica”. Questa strategia non li rende aperti al dibattito. In realtà, ottengono il risultato opposto.

Quali sono le principali figure retoriche utilizzate da Jeremy Corbyn, presidente del Partito Laburista?
La retorica di Jeremy Corbyn è un tentativo di riportare il Labour ai valori distintivi del partito. Per fare questo, Corbyn interpreta il partito in modo opposto rispetto a Blair e agli altri modernizzatori. La sua strategia è di dipingere Blair come un “anti-Labour” e di ricostituire l’antico stile del partito. È un tentativo di far rinascere la storia dei Labour. Considerando che gran parte del Paese si è allontanato da quei valori, sarà complicato continuare con questa strategia in vista delle elezioni. L’elettore, oggi, è ancora di Centro – e malgrado il Centro si sia spostato verso destra – la realtà è che gli elettori sono orientati al Centro molto di più di quanto lo sia Corbyn.

Chi è il miglior retore contemporaneo e perché? Può citare un uomo e una donna?
Dipende dal punto di osservazione! Lo è per esempio Nichola Sturgeon in Scozia, perché risulta più autentica della maggior parte dei Labour (Nichola Sturgeon è primo ministro della Scozia e leader del Partito Nazionale Scozzese ndt). Ruth Davidson dei Conservatori si è costruita un personaggio che è perfetto per attirare l’elettore medio (Ruth Davidson è la leader dei Conservatori Scozzesi ndt). Per ottenere questo risultato, entrambe cercano di apparire “normali”. Ognuna di loro rifiuta le convenzioni di Westminster, secondo le quali l’immagine, il look e la gradevolezza sono molto più importanti per ottenere il consenso piuttosto che apparire simili agli elettori. Invece, Pete Wishart del Partito Nazionale Scozzese (SNP) ha conquistato la sua fama alla Camera per la sua oratoria potente. I suoi discorsi sono ispirati ad argomenti di natura emotiva e gli permettono di dimostrare autenticità.
Ancora, Jacob Rees-Mogg ha sviluppato anche lui uno stile molto efficace, grazie al personaggio che si è creato. Cerca volutamente di distaccarsi dall’elettore comune, anche se sta raggiungendo risultati da parodia (Rees-Mogg è deputato Tory nella Camera dei Comuni per il Somerset nord-orientale; è noto per il suo euroscetticismo ndt). In generale, gli oratori migliori nella politica britannica di oggi provengono da una vasta gamma di ambienti politici, con diversi stili oratori e diverse strategie politiche, ma sono tutti accomunati dall’arte della retorica.

Flavia Trupia