Staglianò, Antonio, vescovo di Noto – Omelia, Scicli, 22 marzo 2015

Il vescovo di Noto canta le canzoni di Mengoni e Noemi durante le sue omelie. Intervistato da La Repubblica dice: “La missione principale della Chiesa è annunciare il Vangelo e la bellezza umana di Gesù per il mondo. La musica ci può aiutare davvero tanto a parlare ai giovani. E non solo a loro, perché uno dei temi principali su cui invito a riflettere è questo: come restare umani oggi” (4 aprile 2015).
Ecco le parole del vescovo tratte dall’omelia di Scicli del 22 marzo 2015: “Quel Marco Mengoni ci piace ancora […]. Come fa? ‘Mentre il mondo cade a pezzi io compongo nuovi spazi e desideri che appartengono anche a te che sei per me l’essenziale’. […] una canzonetta che il vescovo deve citare per iniziare a parlare e far capire le cose. Perché, finché dice che ‘Dio è amore, Dio è amore’ finché si dice che il problema non è l’amore ma la verità dell’amore, noi non capiamo nulla. Però, se cantiamo la canzonetta di Marco Mengoni, forse qualcosa si capisce.” Il vescovo canta: “‘Non accetterò un altro errore di valutazione. L’amore è in grado di celarsi dietro amabili parole, che ho pronunciato prima che fossero vuote e stupide’. E di nuovo il vuoto. E di nuovo la stupidità, allora non è un problema dell’amore. Tu puoi dire ‘ti amo’ ma questa parola può diventare vuota e stupida. E così puntiamo all’essenziale, puntiamo al cuore. Solo il cuore riempie la parola amore del suo contenuto umano. Restate umani”