Topos 4.0: Matteo Salvini visita il gattile

Il topos del gattino all’ennesima potenza. Il vice premier Matteo Salvini visita il gattile del Verano di Roma. 

Il locus amoenus, l’Arcadia; il locus horridus, l’inferno; il binomio amore e morte; la perdita di parole di fronte alla donna amata… Questi sono esempi di topos: “tema o argomento ricorrente, organizzato secondo forme convenzionali e immagini stereotipate, ripreso con frequenza in letteratura come materiale di sicuro effetto e di immediato reperimento” (Dizionario di retorica e stilistica, Utet).

“Materiale di sicuro effetto e di immediato reperimento” vuol dire che è la prima cosa che ti viene in mente senza scervellarti e che funziona sempre, perché piace a molti.  Niente di strano. I topos li hanno usati tutti: Dante, Petrarca e Boccaccio, tanto per citare qualche nome.

Ma cos’è il topos 4.0, quello che serve per rimediare visualizzazioni sicure, ce lo spiega oggi Matteo Salvini. Il suo staff ha organizzato una visita del ministro degli interni e vice premier a un vertice internazionale? In un luogo di mafia? Oppure ha deciso di lasciarlo alla scrivania a lavorare? No. Oggi visita al gattile del Verano di Roma. Con tanto di invito ai giornalisti, muniti di telecamere, e diretta su Facebook. 

Il gattino, del resto, sui social funziona, perché è il topos dei topos. O il gattos dei gattos. Fate voi.