Domani, processo all’agoritmo

Vi aspettiamo domani per un nuovo appuntamento dei Grandi Processi della Retorica. Sul banco degli imputati, ci sarà l’algortimo: una figura mitologica. Tutti ne parlano ma pochi sanno dov’è, cosa fa, come funzione e, soprattutto, come condiziona le nostre vite.

L’algoritmo è un amico fedele, ma può essere invadente.
L’algoritmo ti fa trovare quello che cerchi, ma sa cosa ti piace, dove vai, cosa fai e con chi.
L’algoritmo pensa sempre a te, ma non può dimenticarti.
L’algoritmo ti difende dall’orda delle informazioni, ma sceglie lui al tuo posto.
L’algoritmo non ha emozioni e non sbaglia mai, ma non cambia idea.
Il dio algoritmo sa tutto di noi. E questo è un bene, e questo è un male.

Le parti saranno Andrea Granelli – vice presidente di PerLaRe-Associazione Per La Retorica, fondatore di Kanso e autore di “Il lato (ancora più) oscuro del digitale” (Franco Angeli) – e Guido Scorza, avvocato, giornalista, docente di diritto delle nuove tecnologie e autore, con Anna Masera, di “Internet. I nostri diritti” (Laterza).

Andrea giocherà nel ruolo di difensore dell’algoritmo, mentre Guido lo metterà in discussione. 
Il pubblico ne decreterà l’innocenza o la colpevolezza e potrà suggerire argomentazioni ai due contendenti. Introdurrà Andrea Talamonti, coordinatore di Civita Hubtitude. Il giudice sarà Flavia Trupia, presidente di PerLaRe-Associazione Per La Retorica.
I “Grandi Processi della Retorica” sono organizzati da PerLaRe-Associazione Per La Retorica con Associazione CivitaLuiss Business School e con il patrocinio della Regione Lazio.

L’algoritmo è innocente o colpevole? Sarà il pubblico a deciderlo.