pubblicato il 4 Maggio 2018 - scritto da Flavia Trupia

#GuerradiParole 2018: i detenuti vincono la terza edizione

La sfida di retorica tra Poggioreale e Federico II

 È stata la squadra dei detenuti a vincere la terza edizione della #GuerradiParole 2018. L’evento si è tenuto questa mattina a Napoli presso il carcere di Poggioreale e ha visto duellare i detenuti di Poggioreale e gli studenti dell’Università Federico II sul tema del reddito di cittadinanza.

L’iniziativa, giunta alla terza edizione, è stata sostenuta per il secondo anno consecutivo da Toyota Motor Italia ed è organizzata da PerLaRe, Associazione Per La Retorica. Insieme a Toyota, sono partner del progetto la Crui, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, la Casa Circondariale Napoli Poggioreale e l’Università Federico II, insieme all’Unione Camere Penali Italiane – Osservatorio Carcere UCPI e Carcere Possibile Onlus.

“La Guerra di Parole – ha raccontato il detenuto Salvatore – è stata un’esperienza bella e importante. Mi ha fatto sviluppare il senso di responsabilità. In carcere, poi, è fondamentale non stare lì a oziare, bisogna darsi da fare. Imparare cose nuove. È importante per sopravvivere”. La Guerra di Parole “E’ un gioco che ha lo scopo di rimettere al centro l’arte della retorica – ha spiegato Flavia Trupia, presidente di PerLaRe-Associazione Per La Retorica – come strumento per affermare e difendere le proprie idee. Allenarsi all’uso dell’eloquenza è importante sia per gli studenti sia per i detenuti. I primi sono chiamati a sostenere esami, presentare la tesi e sostenere colloqui di lavoro. I secondi dovranno ricostruire la propria vita e imparare a cogliere nuove opportunità, sostenendo le proprie ragioni solo con lo strumento pacifico della parola. La Guerra di Parole è un modo per preparare studenti e detenuti alle sfide della vita e del lavoro”.

“Per il secondo anno Toyota sostiene #Guerradiparole, un duello di retorica in cui, grazie all’uso delle parole, si riescono a raggiungere risultati importanti. Per me è la prima volta – ha dichiarato Mauro Caruccio, Amministratore Delegato Toyota Motor Italia – e sono particolarmente colpito dall’uso di questo tipo di dialettica. Un tema su cui si dibatte e che mette a confronto persone opposte, diverse tra loro, che alla fine, insieme, creano valore e cambiano le cose. E’ quello che fa Toyota da sempre, grazie al suo spirito di ricerca e alla sua innovazione. Più di venti anni fa abbiamo sviluppato per primi la tecnologia ibrida, che unisce due elementi apparentemente contrastanti (l’elettrico e il motore a benzina). Grazie però alla loro sinergia siamo riusciti a cambiare il modo di fare mobilità, affermando una mobilità sempre più sostenibile a difesa dell’ambiente e creando valore per migliorare non solo le auto che produciamo, ma la vita dell’uomo. Crediamo infatti nella realizzazione di una realtà in cui ognuno sia in grado di raggiungere il proprio impossibile, di superare i propri limiti proprio come nel duello di retorica a cui abbiamo appena assistito”.

Per gli studenti universitari l’iniziativa ha rappresentato un momento importante: “Il motivo per cui ho deciso di paretcipare è stato quello di poter dare voce a chi non ce l’ha –  ha affermato Annagioia – è stato un vero e proprio scontro tra educazione e rieducazione, è stata molto bella come esperienza, bella soprattutto dal punto di visto umano”. Nicola, studente di ingegneria è stata una scoperta: “Studio materie non umanitistiche, per me è stata un’opportunità di migliorare le mie competenze, delle qualità da affinare per accedere al meglio al mondo del lavoro. È stata un’esperienza sui generis, mi ha colpito stare a Poggioreale e ‘duellare’ con i detenuti, è stata un’occasione più unica che rara”.

Per i denuti imparare l’arte della retorica è importante, lo ha sottolineato Vittorio: “Usare la parola in modo pacifico serve per farsi conoscere e farsi capire. La comunicazione è un modo per entrare in contatto con gli altri senza prepotenza, per noi detenuti è importante soprattutto perché – una volta usciti da qui –  dovremo cercare di demolire i mille pregiudizi che le persone hanno nei confronti di una persona che è stata in carcere. Non sarà facile, ma credo che, anche grazie a questo progetto, avremo qualche strumento in più”.

I detenuti e gli studenti si sono preparati all’incontro con quattro incontri formativi sui temi dell’oratoria e del linguaggio del corpo organizzati da Flavia Trupia. Le due squadre, composte da 20 persone ciascuna, hanno scelto autonomamente i loro portavoce che sino sono “scontrati” per 20 minuti ciascuno.

La giuria della #GuerradiParole era composta da: Mauro Caruccio, amministratore delegato di Toyota Motor Italia; Carlo Freccero, consigliere del Consiglio di Amministrazione della Rai, Valeria Della Valle, socia dell’Accademia della Crusca; Francesco Paolantoni, attore; Ludovico Bessegato, produttore creativo tv; Gaetano Eboli, magistrato di sorveglianza; Vincenzo Siniscalchi, avvocato penalista; Ema Stokholma, Dj e conduttrice radiofonica e Francesco Piccinini, direttore di Fanpage.