pubblicato il 6 Agosto 2018 - scritto da Flavia Trupia

La supercazzola sui vaccini

Una norma contenuta nel decreto milleproroghe infrangerebbe, di fatto, l’obbligo delle vaccinazioni. Un caso di retorica della supercazzola?

“Garantiremo l’adeguata collocazione in classi in cui è assicurata la protezione dei compagni in regola col calendario vaccinale”. E’ la rassicurazione della ministra Grillo ai genitori dei bambini immunodepressi che non possono essere vaccinati. Creare classi speciali è complicato. E anche ingiusto. Ma, a parte questo, i bambini immunodepressi non vanno al bagno? non vanno alla mensa? non vanno in palestra? non si fermano davanti alla scuola per giocare con i compagni? non vanno alle feste di compleanno? non vanno a dormire dagli amici?

E l’ultima domanda è: siamo di fronte a una supercazzola per dare un colpo al cerchio dei no vax, uno alla botte della scienza e non prendere posizione? “Antani, blinda la supercazzola prematurata con doppio scappellamento a destra?” disse il conte Mascetti.

In generale, la discussione sui vaccini è ricca di fallacie, come spesso accade nel dibattito pubblico. In un vecchio video, Paola Taverna, oggi vicepresidente del Senato, fa riferimento a una pratica che si usava qualche decennio fa: andare a trovare bambini con malattie infettive per assicurare ai propri figli un vaccino fai da te. “Io quando ero piccola, che poco poco c’avevo un cugino che c’aveva una malattia esantematica – facevamo la processione”.
L’argumentum ad verecundiam fa riferimento a un’autorità che generalmente è comunemente rispettata (o è presentata come tale). In questo caso, i nostri genitori e le loro abitudini: se lo facevano loro è giusto. Suona bene, ma non per questo è giusto. Le fallacie sono insidiose perché sembrano logiche, ma contengono un errore nascosto.

Sul tema della scienza, guarda il discorso di Atul Gawande.