pubblicato il 31 Dicembre 2020 - scritto da Flavia Trupia

Le parole del Covid

Il Coronavirus ha creato un dizionario. Ecco le sue parole in alcune delle citazioni più diffuse del 2020. Nel prossimo futuro, il vaccino potrebbe rendere il dizionario Covid solo un ricordo

Cinesi. “È anche una questione culturale: l’alimentazione, la pulizia, le norme igieniche, le scadenze degli alimenti, c’entra tutto perché è un fatto culturale. Io penso che la Cina abbia pagato un grande conto a questa epidemia perché… li abbiamo visti tutti mangiare topi vivi e altre robe del genere” (Luca Zaia, Governatore Regione Veneto, Antenna 3, 27 febbraio 2020).

Coronavirus. “Non chiamatelo coronavirus; è il Chinavirus. Corona, la corona suona come una cittadina italiana o qualcosa del genere. È Chinavirus” (Donald Trump, comizio in Pennsylvania, 23 settembre 2020).

Congiunti. “È una formula ampia e generica per dire che non si potrà andare a trovare gli amici e fare festa. Non significa incontriamoci e diamoci pacche sulle spalle”. (Giuseppe Conte, 7 aprile 2020).

Dad-Didattica a distanza. “Sei mesi fa non c’era niente. Ci siamo inventati la didattica a distanza, l’abbiamo normata, abbiamo finanziato le scuole, abbiamo fatto formazione online per i docenti tutta l’estate. E abbiamo scritto le linee guida: vuol dire che da settembre ogni scuola deve progettare e realizzare un piano per la didattica digitale” (Lucia Azzolina, ottobre 2020, intervista al Foglio).

Mascherina. “Oggi il nostro vaccino è la mascherina” (Giuseppe Remuzzi, il direttore dell’Istituto Mario Negri, intervista al Corriere della Sera, novembre 2020).

Lockdown. “I dati migliorano ma sarebbe un errore cadere in facili ottimismi. L’allarme non è cessato e per questo è importante mantenere fino al 13 aprile tutte le misure di limitazioni economiche e sociali e degli spostamenti individuali” (Roberto Speranza, 1 aprile 2020).

Pipistrello. ”È un esperimento, certo, ma preoccupa tanti scienziati: un gruppo di ricercatori cinesi innesta una proteina presa dai pipistrelli sul virus della Sars, la polmonite acuta, ricavato da topi. E ne esce un supervirus che potrebbe colpire l’uomo” (Maurizio Menicucci nel servizio del Tg3 Leonardo del 16 novembre 2015, che ha diffuso il sospetto – poi smentito – secondo il quale il Covid19 fosse stato prodotto in laboratorio).

Smartworking. “Le aziende che hanno la possibilità di far lavorare con il telelavoro, per piacere comincino a pensarci. Questa infezione arriverà in Italia, farà il giro del mondo, combinerà dei guai nei Paesi più poveri e quindi organizziamoci” (Ilaria Capua, L’aria che tira, LA7, 12 febbraio 2020).

Tamponi. “Bisogna aumentare il numero dei tamponi sui casi sospetti. Non si capisce perché ne facciamo il 60% rispetto a Francia e Germania. Dopo tutto questo tempo non è possibile che sia ancora così complicato ottenere un test” (Massimo Galli, intervista a Repubblica, agosto 2020).

Vaccino. “Più che essere attaccata se non fa il vaccino e si ammala si attacca. Al tram” Roberto Burioni commenta la dichiarazione anti-vax di Heather Parisi, Twitter, 25 dicembre 2020).

Wuhan. “A Wuhan c’è la corte marziale! Sparano alle persone che cercano di scappare, sembra un film!” (anonimo, audio bufala diffuso su WhatsApp, gennaio 2020).