pubblicato il 11 Settembre 2020 - scritto da Flavia Trupia

Bush, George W., Discorso a Ground Zero, 14 settembre 2001

George W. Bush pronuncia un discorso brevissimo, amplificato con un semplice megafono. Dopo l’attentato alla Torri Gemelle dell’11 settembre, il presidente Usa vuole rincuorare coloro che stanno lavorando per tirare fuori i corpi dalle macerie. Ma, allo stesso tempo, manda un messaggio al mondo intero

Il megafono non amplifica bene, ma Bush vuole far sentire lo stesso la sua presenza. Mentre parla cinge le spalle di un vigile del fuoco e si gira per diffondere la voce. Ci tiene che tutti si sentano considerati. Quando qualcuno nel pubblico urla che non riesce a sentire, risponde che non può fare di meglio.  Il pubblico riunito sul posto scoppia in una risata. È un momento importante perché la situazione viene sdrammatizzata, anche se solo per un attimo.

George W Bush è stato un presidente molto contestato. Inoltre è stato preso in giro per le sue gaffe e i suoi inciampi linguistici, tanto da dare vita al termine bushism. Ma con questo breve discorso esprime un certo carisma. Bush vuole far sapere alle vittime e a coloro che stanno lavorando sul posto che l’America è con loro. Ma vuole anche far sapere al mondo intero che la nazione sa essere unita e solidale. Per comunicare questo concetto, usa una figura retorica: tutti gli americani sono in ginocchio, in preghiera.

Tuttavia il presidente non vuole comunicare solo compassione, vuole anche chiarire che gli Stati Uniti reagiranno.  Questo passaggio ha una struttura a specchio: io sento il dolore dei miei compatrioti, ma voi sentirete la reazione degli Stati Uniti d’America. La sentirete forte e chiara.

Testo del discorso

Grazie a tutti. Voglio far sapere a tutti voi – il megafono non può essere messo a volume più alto. Voglio far sapere a tutti voi che gli americani oggi, gli americani sono in ginocchio, in preghiera per le persone che hanno perso qui la vita, per i lavoratori che lavoravano qui, per le famiglie che piangono. La nazione sta insieme con le brave persone di New York City, e del New Jersey, e del Connecticut, come noi piangiamo la perdita di migliaia di nostri cittadini. Io vi sento! Vi sento! Il resto del mondo vi sente! E le persone – le persone che hanno distrutto questi edifici sentiranno tutti noi presto! La nazione, la nazione invia il suo amore e la sua compassione a tutti coloro che sono qui. Grazie per il vostro duro lavoro. Grazie per aver reso la nazione orgogliosa. Che Dio benedica l’America.