pubblicato il 29 Novembre 2018 - scritto da Giorgio Matza

Conciliazione

È una figura retorica che consiste nell’attenuare il significato di un’accusa per diminuirne la gravità: per esempio, “Non sono avaro, sono un risparmiatore”. Spesso si ricorre a essa nel corso di un’intervista, come nelle seguenti occorrenze, relative alla produzione discorsiva di tre uomini politici italiani.

Domanda rivolta a Massimo D’Alema: “Resta l’accusa di ‘verticismo’”.

Risposta: “In momenti così complicati come questi, ci vuole anche una forte assunzione di responsabilità personale. Questo, fra l’altro, è un buon principio di salvaguardia dei corpi organizzati” (Panorama, 14 aprile 1995, p. 26).

Domanda rivolta a Walter Veltroni: “Trattativa che qualcuno ha definito un mezzo cedimento”.

Risposta: “E invece era l’unico modo per evitare una sconfitta annunciata. Dopo la seconda sentenza della Corte che aveva fatto saltare la par condicio era chiaro che Berlusconi avrebbe impostato la sua campagna elettorale con una semplicità di argomentazione e con una potenza di fuoco tale da seppellirci e così è stato”.

Una nuova domanda: “Resta l’accusa al Pds di aver condotto una campagna referendaria fiacca”.

La risposta: “La trattativa non è stata un segno di fiacchezza, ma è servita a dimostrare che non avevamo nei confronti di Berlusconi e della Fininvest tentazioni di tipo autoritario e punitivo” (L’Espresso, 23 giugno 1995, pp. 45-46).

Domanda rivolta a Silvio Berlusconi: “Il decreto [con il quale si vietava la custodia cautelare per tutta una serie di reati, compresi quelli contro la pubblica amministrazione (concussione, corruzione, peculato, finanziamento illecito ai partiti ecc.)] è saltato e il governo ha fatto marcia indietro. Quando ha deciso il dietrofront?”.

Risposta: “Alt, si fermi. Lei mi trova sereno e tranquillo, alla fine di ore certamente difficili, proprio perché la soluzione che ho trovato non è una marcia indietro. Assolutamente. Piuttosto, è un passo avanti nell’interesse del Paese. Con la possibilità di risolvere i problemi della giustizia che io ho sollevato: e in un clima, mi auguro, finalmente svelenito da ogni sospetto” (La Stampa, 20 luglio 1994, p. 3).

Si può osservare che Berlusconi ne fa un uso peculiare, in quanto trasforma, addirittura, un evento (“una marcia indietro”) in uno positivo (“un passo avanti”) e dimostra cosi di possedere la capacità di “rivoltare la frittata”, cioè di “capovolgere un discorso o una situazione a proprio vantaggio” (lo Zingarelli 2017).

La conciliazione venne utilizzata da Bill Clinton in un intervento, ricordato nella sua autobiografia: “Feci notare che qualche giorno prima il deputato John Paul Capps, mio amico e forte sostenitore del programma, era stato citato dalla stampa per aver detto che la gente ‘si sta stancando di sentire Bill Clinton fare sempre lo stesso discorso’. Dissi ai legislatori presenti che sicuramente molta gente era stanca di sentirmi dire sempre le stesse cose, ma che ‘l’essenza della responsabilità politica consiste nel riuscire a concentrarsi su ciò che è realmente importante per un periodo di tempo abbastanza lungo da permettere la soluzione del problema’. Promisi che avrei cominciato a parlare di qualcos’altro ‘quando nel nostro Stato il tasso di disoccupazione sarà sceso sotto la media nazionale e i redditi saranno saliti sopra… quando nessuna società ci sorpasserà ritenendoci incapaci di entrare nella nuova economia mondiale… quando nessun giovane di questo Stato sarà più costretto a emigrare per trovare un buon posto di lavoro”’ Fino ad allora, avremmo dovuto ‘fare il nostro dovere’” (BILL CLINTON, My Life, Mondadori, 2004, p. 370).

Si è ispirata a una simile forma di ragionamento anche la campagna di affissioni realizzata, in occasione delle elezioni del 3 e 4 aprile 2005 per la presidenza della Regione Puglia, da Nichi Vendola, omosessuale dichiarato ed esponente del Partito della rifondazione comunista. Essa era costituita da quattro cartelloni, che riassumevano le accuse mosse più frequentemente contro di lui e la sua replica:

“DIVERSO da quelli che oggi governano la Puglia”

“ESTREMISTA nell’amore per la Puglia”

“PERICOLOSO come tutte le persone oneste”

“SOVVERSIVO perché ho sempre messo gli ultimi al primo posto”.

Una variante potrebbe consistere nel sostenere che i motivi di un’accusa appartengono a un passato ormai superato. A essa ha fatto ricorso, da candidato alla presidenza degli Stati Uniti d’America, George W. Bush. A proposito della giovanile inclinazione a bere superalcolici, ha sintetizzato l’avvenuto cambiamento della sua personalità con uno slogan particolarmente efficace: “Quando ero giovane ed irresponsabile, ero giovane ed irresponsabile”.

Voce a cura di Giorgio Matza.