pubblicato il 7 Dicembre 2017 - scritto da Flavia Trupia

Hannah Arendt (2012)

Hannah Arendt (2012) di Margarethe von Trotta con Barbara Sukowa.
Nel film, la filosofa tedesca illustra il concetto della banalità del male, commentando il processo al nazista Adolf Eichman.
“Il problema, con un criminale nazista come Eichman, fu che egli insistette a rinunciare alle sue caratteristiche personali. […] Egli affermava di non aver potuto o voluto fare nulla di propria volontà; di non aver avuto mai nessuna intenzione, non importa di che tipo fosse, buona o cattiva, poiché aveva solamente obbedito agli ordini.
Questa tipica scusa nazista spiega molto chiaramente che il male più terribile al mondo è il male commesso dai così detti ‘signor nessuno’. È un male che viene commesso da uomini senza moventi, senza convinzioni, senza alcuna crudeltà, senza menti diaboliche. Perciò da esseri umani che si rifiutano principalmente di essere delle persone. È esattamente questo il fenomeno di cui ho scritto e che ho deciso di chiamare ‘la banalità del male’.”