Iconismo fonosimbolico (o fonosimbolismo)

Procedimento che consiste nello sfruttamento delle potenzialità imitative della realtà possedute dai fonemi, che sono alla base del significante (l’elemento fisico-materiale del segno). Nei linguaggi creativi (per esempio, in poesia, in pub­blicità ecc.) si utilizzano proprio per la loro capacità di imitare il significato (l’elemento concettuale astratto), di suggerire sensazioni acustiche o visive o tattili. Emerge pertanto una correlazione, un parallelismo fonico-semantico. Lorenzo Renzi ha osservato: “Non solo le parole che compongono la poesia, ma gli stessi suoni che compongono quelle parole, significano” (Come leggere la poesia. Con esercitazioni su poeti italiani del Novecento, il Mulino, 1991. Si vedano anche Fernando Dogana, Suono e senso: fondamenti teorici ed empirici del simbolismo fonetico, Franco Angeli, 1988 e Le parole dell’incanto. Esplorazioni dell’iconismo linguistico, Franco Angeli, 1990).

Il fonosimbolismo più conosciuto è l’onomatopea.