pubblicato il 31 Maggio 2019 - scritto da Flavia Trupia

Stefano Massini sulla retorica

La paura di essere retorici e la retorica della non retorica in un racconto di Stefano Massini a Piazza Pulita su La7

Ieri sera a Piazza Pulita su La7, lo scrittore Stefano Massini ha raccontato un episodio di razzismo. Lo spettatore adulto di una partita di ragazzini insulta un giovane giocatore chiamandolo “negro di merda”. Guarda il video de La7.

Massini vuole intervenire per dirgli che è un vigliacco e un violento (lui lo chiama con il neologismo “culoparlante”) ma non lo fa, per paura di sembrare retorico. Fa poi riferimento al fatto che cantanti rock, rapper e trapper si atteggiano a “cattivi” per evitare di “essere retorici”

Il racconto di Massini è bello. Lo scrittore fa emergere il valore della retorica, della quale non bisogna avere paura. Come ricorda lo stesso Massini, il reverendo Martin Luther King, nel suo discorso I have a dream, è ultra retorico e viene accusato di esserlo. Ma che male c’è se la retorica riesce a dare gambe e respiro alle idee? 

E non sono anche loro retorici coloro che si atteggiano a non-retorici? Non sono forse i maestri della preterizione, la figura retorica che nega volutamente se stessa?